La Collina degli Elfi

Dona ora

Quello che dicono le donne

È venerdì alla Collina, il giorno prima della partenza delle famiglie, dei saluti, degli abbracci, degli occhi lucidi che sorridono, dei ricordi e delle nuove speranze. Ma è anche il venerdì dell’ascolto, fatto di silenzio e del lento fluire delle parole che testimoniano i vissuti delle famiglie accolte per una settimana nell’ex Convento di Craviano. Un raccontarsi che non ha confini ma che ha, come comune inizio, la malattia oncologica dei propri figli, la loro battaglia per affrontarla e la ricerca di una serenità perduta.

E piano piano come assoli accordati escono fuori da quei racconti le voci al femminile di giovani donne, mogli e madri che hanno accolto dentro di sé un nuovo inizio per provare a guardare alla vita con più serenità, condivisione e speranza.

«Per me Collina è un luogo dove rifugiarsi con la mente, dove il paesaggio. gli sguardi e i sorrisi delle persone ti fanno star bene. È come sentirsi di essere a casa.

Questa settimana mi ha permesso di tornare a essere persona, donna e moglie e non solo mamma: nel percorso della malattia sei solo il genitore, sei solo la mamma, e il sentirmi qui chiamare per nome ha rafforzato ancora di più la mia identità come persona. 

L’aver fatto delle attività separate dai miei figli è stata un’opportunità per trovare uno spazio mio dove potermi esprimere e guardare a loro con occhi diversi senza sentirmi nella condizione di dovergli dire cosa dovevano fare e sostituirmi a loro per proteggerli (la malattia non possiamo prenderla noi!)

Mi sono messa in gioco ogni giorno e ho imparato a sospendere quella mia attitudine o abitudine a dire di “no” per principio, senza provare a sperimentare quelle cose che possono non essere nelle mie corde. Ho respirato e ho imparato a respirare un’aria diversa in tutti i sensi. La Collina è aria ma anche acqua, terra e fuoco. Il fuoco è l’amore che riuscite a trasmettere voi volontari».

Una nuova e improvvisa brezza sembra animare anche le parole di un’altra donna ospite alla Collina «mi sono sentita accolta, coccolata, compresa; non consolata. Tutti voi siete riusciti a trasmettere un’aurea positiva senza pregiudizi e non ho mai percepito nei vostri occhi uno sguardo negativo. Non ho solo ritrovato me stessa ma anche mio marito: c’erano tante cose che non facevamo più assieme e anche solo ricevere una carezza è stata un modo per riavvicinarsi. Vorrei portare a casa tanti piccoli pezzetti di serenità».

E il coro delle voci al femminile si fa musica come lieve sottofondo per chi ha voglia di ascoltarlo.

«Dopo tanto tempo sento per la prima volta la testa molto più leggera, svuotata. I problemi continueranno ad esserci e anche le paure, ma dentro di me è successo qualcosa che mi ha insegnato a cercare delle risposte diverse per sentirmi meglio».

Donne, donne siamo così, dolcemente complicate, sempre più emozionate, delicate, ma potrai trovarci ancora qui… (Fiorella Mannoia)