Un giorno in Collina può cambiare la vita
Mattia Accogli racconta la sua esperienza e quella dei ragazzi che hanno seguito il suo percorso
Fare parte di una squadra, che ti ha aperto le porte senza giudizi e pregiudizi, rendersi conto del percorso compiuto e generare emozioni nuove, positive. Può fare tutto questo una semplice attività di manutenzione degli spazi esterni? A quanto pare, la risposta è un sonoro “si”.
Ce ha confermato Mattia Accogli della Comunità “La Vernazza” che tramite la cooperativa “Il Ginepro” gestisce il percorso terapeutico di alcuni ragazzi che prevede una serie di attività presso la Collina degli Elfi. Dalla cura degli animali, alla gestione del verde passando per la pulizia degli arre all’aperto: un lavoro concreto, che porta con sé un enorme e inestimabile valore astratto ma nettamente tangibile.
Quando ho conosciuto La Collina degli Elfi, sono rimasto scioccato in positivo: mi sono innamorato di questo posto e ho voluto fare qualcosa per e con loro. Ho vissuto il mio percorso personale, al termine del quale ho voluto fare del volontariato e ho conosciuto questa realtà. Collina mi ha accolto in totale serenità, tanto da sentirmi libero di raccontare tutto di me, sebbene fossi in un periodo di forte difficoltà. Sono legato a questo posto, a questa associazione, è per quello che ho cercato di far rivivere lo stesso percorso ai ragazzi della Comunità.
Quattro ragazzi trascorrono un giorno della settimana a Craviano, occupandosi proprio della manutenzione e degli animali e portandosi qualche lavoretto a casa, “e quando vedono che ciò che facciamo è utile alle famiglie che vengono ospitate in Collina, percepiscono la bellissima sensazione che si prova nel dare una mano alle altre persone: sono sempre molto gratificati da questo”.


Mattia sottolinea quanto questi momenti apparentemente semplici cambino nel profondo chi li riesce a vivere. “Questi ragazzi – e lo so perché ci sono passato anche io – attraversano delle fasi in cui sono discriminati o addirittura non vengono visti. Essere dei tossicodipendenti è una condizione difficile, si viene espulsi, si diventa trasparenti: in Comunità si lavora proprio per superare queste situazioni, si viene visti e ascoltati, anche nelle fatiche e nelle sofferenze. Venire a Craviano è un modo per uscire fisicamente dalla comunità, per interfacciarsi con persone diverse in una condizione nuova, per consentire ai ragazzi di sentirsi accettati per quello che sono”. Si parla ancora troppo poco dei tossicodipendenti, “che non sono persone cattive, hanno semplicemente una sensibilità che non sanno gestire” e che in questa avventura tra volontari entusiasti, tante attività da portare a termine e l’obiettivo di regalare un esperienza memorabile a bambini e famiglie, “riescono a prendere tutto il positivo che c’è, vivendo sensazioni mai provate prima. Perché ciò che si sente è quello che succede realmente e il ciclo di amore vince sempre su tutto il resto”.
