Quiete dopo la tempesta – Intervista a una coppia di genitori
Quando è entrata nella nostra vita familiare la tempesta della malattia di nostro figlio le prime cose che abbiamo perso sono state la spensieratezza e la leggerezza.
Spensieratezza e leggerezza che sono andate momentaneamente perdute nel mare tempestoso dell’esistenza di due genitori che hanno dovuto affrontare l’inaspettata malattia del figlio, ma che hanno provato a ritrovarle nella settimana di accoglienza alla Collina degli Elfi, regalandosi una pausa per ricominciare.
«È stata una settimana meravigliosa – racconta la madre – che ci ha trasmesso serenità e ci ha fatto star bene. Siamo riusciti a ritrovarci e a rivivere certe emozioni e sentimenti che erano rimasti nascosti per lungo tempo. Ma abbiamo anche avuto la possibilità di rilassarci e riposarci, e scoprire quanto sia importante il nostro respiro per entrare in sintonia con il corpo e così sentirlo.
Ci avete accompagnati con la musica, con i gesti, con i movimenti verso un modo diverso di guardarci e parlarci, provando sensazioni nuove per comunicare con noi stessi e con gli altri.
Abbiamo sentito il caldo abbraccio di tutti voi in ogni momento della giornata e la vostra attenzione e gentilezza nei nostri riguardi è passata dal semplice gesto di prepararci un caffè alla paziente capacità di ascoltarci. E questa vostra disponibilità all’ascolto, che nella vita quotidiana è sempre più difficile trovare, l’abbiamo assaporata a piccole gocce ed è la cosa che ci ha colpito maggiormente».
«Anch’io come mia moglie – interviene timidamente il padre – non posso che dire che è stata un’esperienza unica e inaspettata, che purtroppo non ci sarà più l’opportunità di ripetere, ma che consigliamo vivamente a tutte quelle famiglie che come noi stanno cercando di uscire da un periodo buio. Tutti i momenti che abbiamo vissuto sono stati studiati per farci star bene, per il nostro benessere e cercheremo di portare a casa qualcosa che ci aiuti a superare le giornate “no” o quanto meno a mitigare i problemi tutti quanti insieme.
I nostri figli sono entrati subito in confidenza con il luogo e con gli altri bambini e hanno creato con loro un legame di stretta amicizia che abbiamo sperimentato anche noi con gli altri genitori con il corpo, la mente e l’anima. Vedevamo che i nostri figli stavano bene e pur non sapendo dove fossero e che attività facessero durante la giornata eravamo tranquilli perché erano in mani sicure».
Nei loro occhi e nel lento fluire delle parole sembra che la tempesta si sia acquietata, e ci auguriamo che questa piccola pausa possa essere l’inizio di un nuovo percorso dove la spensieratezza e la leggerezza permei le loro esistenze di genitori, madri, padri e figli. Noi lo speriamo e siamo pronti ad ascoltarli. Sempre.