La Collina degli Elfi

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Sfumature nella nostra stanza dei colori

Matite colorate, pennelli, acquerelli, fogli, scatole, plastilina… e molto altro ci aspettano nella “stanza dei colori”. Una stanza che ha il sapore di un piccolo mondo tutto da inventare che ti accoglie luminosa con le pareti che sfumano in tenui colori fino all’irraggiungibile e bianco soffitto che appare celestiale, con i tavoli che sanno di vissuto perché ogni pennellata di cui sono cosparsi è la traccia indelebile di chi vi è passato. Tutto sembra che lì dentro prenda vita e sia testimonianza della creatività e spontaneità di ogni essere umano.

Uno spazio che diventa, in questa nuova stagione di accoglienza alle famiglie, anche un laboratorio in divenire di espressione e manipolazione artistica come punto di osservazione qualificata e accurata da parte di professionisti dell’associazione Art Therapy Italiana. Un incontro tra l’arteterapia e il contesto della Collina che rappresenta il primo step di un percorso, una piccola lente di ingrandimento, che va nella direzione di far emergere contenuti emotivi interni, dar loro una forma e incrementare le risorse creative, espressive, affettive e relazionali di quei bambini e adolescenti che hanno incontrato la malattia e ne stanno uscendo in punta di piedi.

Il processo creativo che prende forma nella relazione tra arteterapeuti e bambini è strutturato in tre momenti collocati in tre giornate distinte dove la creazione di manufatti artistici pittorici e scultorei supporta e integra la comunicazione non verbale e fornisce strumenti di osservazione mirata sulla relazione tra il sé e il proprio mondo interno e tra il sé e il mondo esterno.

Il primo laboratorio, condotto dall’arteterapeuta Francesca Ladani, parte dall’invito a preparare un “baule”, una semplice scatola di cartone da assemblare o già assemblata, che i bambini individualmente possono personalizzare utilizzando i diversi materiali messi a loro disposizione lasciando sfogo alla creatività e manualità. Un baule dove è possibile mettere tutto il necessario da tenere con sé per iniziare un viaggio fantastico e al tempo stesso simbolico, dentro il proprio vissuto, nel presente o nel passato, o semplicemente aprendo il proprio sguardo al futuro nel tornare a casa. Un viaggio da compiere insieme a uno o più amici fidati, ad accompagnarli e proteggerli (ma da quali pericoli?): potrebbe trattarsi di esseri più o meno fantastici, di un piccolo coniglio oppure un imponente cane, ma con la museruola! La plastilina colorata prende forma e si modella facilmente, i bambini come in un gioco, creano forme tridimensionali che sono capaci di reggersi in piedi, nonostante talvolta si renda necessario un po’ più di impegno e un… aiutino.

Nell’ultimo incontro i partecipanti sono invitati ad immaginare e realizzare insieme uno spazio collettivo, “un paesaggio”, dove collocare i propri personaggi e amici fidati: una dimensione collettiva che rafforza quella individuale dello stare con gli altri. E nel viaggio è possibile accorgersi di quanto la dimensione creativa sia una fonte inesauribile di possibilità: é sufficiente conficcare degli stecchini colorati in una mela per farla stare in piedi oppure per impugnarla e farla diventare una bacchetta magica, una mela di potere!
Ma la mela ahimè, è destinata all’impermanenza, e talvolta é utile portare con sé un piccolo talismano per ricordare la propria magia. Così, al termine dell’incontro, i bambini sono accompagnati ad affidare il potere della mela a una piccola pietra e, come ultimo gradito “compito”, prima di salutare la Collina, dovranno far tornare la mela alla natura, magari donata in pasto all’asinello della Collina.

La nostra stanza dei colori sta silenziosamente custodendo, su volere dei bambini, questa prima bellissima opera e tante altre se ne aggiungeranno nel corso della stagione estiva: ognuna di loro ci racconta qualcosa poichè “l’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non è”, come dice Paul Klee.