Un bagaglio di emozioni nelle storie dei genitori
Arrivano alla Collina da strade e vissuti diversi, da luoghi vicini e anche molto lontani con le proprie aspettative senza conoscere ciò che li aspetta e chi incontreranno. E lì ad accoglierli ci saranno gli sguardi fatti di sorrisi, di natura e di amici animali: un piccolo mondo ovattato pronto a prendere, con leggerezza e attenzione, il peso di quei bagagli di corpi stanchi, di menti affaticate e di ferite appena rimarginate o ancora aperte dopo un lungo percorso di malattia. E guardandosi attorno, ognuno con i propri tempi, ognuno con la propria dose di curiosità, di scoperta, di fantasia, di gioco e anche di paure ognuno è pronto per iniziare… grandi, meno grandi e piccini.
«Avevo paura – esordisce una madre – di dover ripercorrere, in questa settimana di accoglienza, il passato e quindi tornare a ciò che mi aveva fatto tanto male. Non avevo voglia di continuare a piangere, ma avevo bisogno di ricominciare a sorridere alla vita, e qui ci sono riuscita. È stata un’esperienza intensa, emotivamente intensa».
Emozioni, più o meno profonde, che ritornano o che si affrontano in modo diverso e che come onde si infrangono nelle esistenze di un gruppo di genitori che ha voluto raccontarsi.
«Qui ho avuto l’opportunità e il tempo per ascoltare me stesso – dice pacatamente un padre – e voi mi avete guidato e aiutato a sentire il mio corpo e le mie emozioni e a condividerle con mia moglie. Ho provato anche a guardare quello che mi circonda con occhi diversi, uscendo da schemi mentali precostituiti, che mi portavano inevitabilmente ad essere troppo giudicante, compromettendo le mie relazioni con gli altri. Inoltre sono riuscito anche a vivere con più leggerezza il mio rapporto con i figli: il trovarci nel medesimo luogo e fare attività diverse mi ha all’inizio un po’ spiazzato (ne sentivo la loro mancanza) ma poi ho capito che anche loro avevano bisogno di sperimentare delle cose senza la nostra presenza».
«Anch’io ho mollato la presa – sottolinea un’altra madre – e mi sono affidata a qualcuno. Tutte le attività le ho vissute con un’intensità emotiva forte e mi hanno fatto capire quanto sia importante gestire le proprie emozioni e prendersi il tempo necessario per se stessi e per scoprire cose nuove».
Riscoprire la semplicità dei gesti e provare a dare la giusta profondità ad una carezza, ad uno sguardo, ad un abbraccio non è stata una cosa facile e scontata.
E con occhi diversi si affronta la partenza e nei propri bagagli ognuno ripone quelle emozioni che lo hanno aiutato a star bene e ad uscire da “quel buio” che, come ribadisce una madre, «è sempre lì che ti aspetta, ma che scompare quando lasci entrare nelle tue giornate anche solo un debole raggio di sole».