La Collina degli Elfi

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Il ruolo fondamentale della famiglia – intervista alla dott.ssa Favara Scacco

Lo scorso 19 maggio a Torino ha avuto luogo il convegno nazionale organizzato da La Collina degli Elfi, rivolto a professionisti e professioniste del settore sanitario. Un’occasione unica di formazione per porre l’attenzione sull’off_therapy e sul benessere del personale sanitario, alla presenza di alcune delle più importanti figure del panorama italiano, grazie anche alla collaborazione con AIEOP. Tra queste, la dott.ssa Cinzia Favara Scacco, Fondatrice e Presidente LAD ETS di Catania, a cui abbiamo posto alcune domande.

Nella sua esperienza, quali sono i principali bisogni di un bambino malato di cancro in fase di remissione?

Vorrei sottolineare quanto ogni esperienza vissuta dal singolo bambino, e dunque dalla singola famiglia, sia unica. Ciò che potrei riscontrare come filo comune è la necessità di elaborare quanto vissuto sino a quel momento, per poter essere pienamente libero di proseguire la propria vita e fare delle scelte che non siano incastrate tra i binari dell’angoscia di morte che la malattia oncologica riesce a costruire con infinita maestria. Direi che un bambino ha bisogno adesso (ma in realtà come in ogni istante della propria vita) di riallacciarsi e ritrovare la bellezza più intensa, profonda e unica, che più lo definisce come individuo, e fare esperienza dei suoi potenziali più concreti, visibili e tangibili per recuperare la piena stima di sé. Ha bisogno di genitori che gli permettano di vivere a pieno la sua vita senza iper-proteggerlo dal mondo, che poi vorrebbe dire dalla sua stessa vita. In quel modo, infatti, l’esperienza di malattia avrebbe vinto nonostante la remissione e la guarigione

Quanto è importante quindi la dimensione “famiglia” per questi bambini?

In età evolutiva la famiglia è tutto: sino alla preadolescenza è un riferimento e poi, in adolescenza la famiglia è ciò da cui ci si vuole differenziare e dunque rimane a suo modo un riferimento. La famiglia include le figure di riferimento più significative nell’età evolutiva. Qualsiasi cosa si voglia intraprendere con il bambino/adolescente, deve prima avere l’approvazione della famiglia, e loro devono percepirla come aiuto, supporto e sostegno. In alcune occasioni è necessario spendere un lungo tempo con la famiglia per far loro comprendere quanto importanti possano essere alcuni passaggi, come ad esempio la comunicazione di diagnosi al figlio

Di che cosa si occupa la sua associazione a Catania?

LAD ETS ha l’obiettivo di prendersi cura del bambino e della sua famiglia mentre l’area medica lo cura. Occuparsi della qualità di vita introducendo la creatività nella quotidianità del bambino/adolescente e famiglia, ristrutturando i luoghi di cura a dimensione bambino perché la bellezza sia parte integrante della cura a partire dai luoghi. Bilanciare il vissuto del malessere per la diagnosi oncologica e i trattamenti chemio-radioterapici con esperienze che esaltino i potenziali e le capacità dei bambini, permettendo così una continuità nel loro processo di crescita. Tutto questo a partire dalla diagnosi e già in fase diagnostica, dentro e fuori il reparto in luoghi costruiti ad hoc, luoghi sicuri dove continuare a vivere la pienezza della vita nonostante la malattia potenzialmente mortale. 

Avendo partecipato al convegno, ha conosciuto più da vicino la Collina. Quali sono secondo lei gli aspetti caratteristici che la rendono efficace?

Il profondo rispetto per la dimensione umana, emotiva e affettiva rivolta al bambino/adolescente, alla sua famiglia, al personale medico e tutto ciò che ruota intorno al bambino. L’idea che l’esperienza profonda di bellezza oltre la malattia abbia un grande potenziale curativo dell’anima.

Ringraziamo la dott.ssa Favara Scacco per la sua preziosa testimonianza e soprattutto per il lavoro che svolge ogni giorno!